secret.room (net drama)

Computer is your secret.room // Sta per cominciare il tuo percorso casuale verso la secret.room // Non ribellarti: non interagire // Lascia che il browser sia il tuo regista // Non arrestare finchè non arrivi al cancello // Roberta ti consegnerà la chiave per accedere


Enter secret.room

Nota: secret-room non funziona con i browser recenti. Per visualizzarlo potete scaricare internet explorer 6 in versione standalone.

Secret.room (2004) è il primo net.drama in scena al The Violet Globe, frutto della complicità tra ConiglioViola e IRAA Theatre (Renato Cuocolo e Roberta Bosetti), compagnia italo-australiana che con questo progetto ha girato il mondo intero.
Scegliere di net.drammatizzare “The Secret Room” (questo il titolo dello spettacolo) è stata una decisione paradossale perché avevamo a che fare con una rappresentazione già di per sé interattiva.
Dieci persone si ritrovano ogni sera nella casa in cui Roberta vive. Roberta e i suoi invitati chiacchierano, si raccontano storie ed esperienze. Poi accade qualcosa di inaspettato. La cena e la scena si interrompono, si entra in profondità, si viene condotti nella stanza segreta, la stanza dei segreti: della vita, dello spettacolo.

Secret.room si compone di due momenti principali:

1) una lunga introduzione in cui tutto ciò che accade è gestito in maniera random dal browser
2) l’ingresso alla secret.room dove si svelano i segreti

Luoghi interiori: computer is your secret room

“The secret room” è il secondo spettacolo della trilogia “Interior sites project”. Questa concezione della stanza come luogo interiore ci conduce direttamente alla nostra concezione di web come spazio privato e immaginario (che già avevamo indagato con La Meditazione di Yolanda). Cosa accade allora quando lo schermo del proprio computer è letteralmente invaso da una miriade di finestre incontrollabili? Qual è la reazione dell’interattore che vede negata la sua possibilità di controllo?

Frammenti: computer is your director

Durante la sera in cui ConiglioViola è stato ospite di Roberta ha filmato tutto quello che è accaduto. Ha poi diviso tutto questo materiale in moltissimi brevi frammenti cui ha aggiunto alcune animazioni create ex novo – in tutto 45 tracce o indizi dello spettacolo – e consegnato ogni filmato a una diversa pagina html. Tramite la semplice successione delle pagine html ha voluto ricreare un’idea di montaggo cinematografico. La differenza è che ad essere autore del montaggio non è nè il programmatore nè l’utente. Le pagine vengono refreshate ogni volta in maniera completamente casuale sia nella durata che nella successione. L’intero meccanismo è poi moltiplicato attraverso una serie di popup che invadono lo schermo e che propongono montaggi alternativi, percorsi diversi per attraversare il labirinto.

Uscire dal labirinto: il cancello della stanza segreta

Il meccanismo mette a dura prova la macchina. C’è però una possibilità su 45 per uscire dal labirinto… e dal panico. Una delle pagine contiene finalmente la porta di ingresso che ci condurrà alla stanza segreta, al sito web vero e proprio. Non resta che suonare il campanello e vedere se Roberta ci lascerà entrare.

The Violet Globe e i net.dramas: versus teatro

The Violet Globe è la piattaforma/laboratorio in cui Coniglioviola compie una curiosa quanto inedita ibridazione: quella tra teatro e net.art.

The Violet Globe è il primo web theater della storia, il teatro stabilmente instabile, il palcoscenico on line su cui andranno in scena i vari net.dramas

L’idea fondamentale consiste nel prendere alcune rappresentazioni teatrali per trasformarle in opere net.art?Il progetto nasce dal presupposto che il navigante sia un inter-attore e che il monitor sia il suo personale palcoscenico.?L’esperimento sta dunque nel vedere cosa possa accadere a un testo e a una messainscena teatrale quando si aggiunge alla storia un nuovo attore il cui comportamento non segue alcun copione e non è prevedibile.?Il risultato sarà una storia aperta, una decostruzione tanto del testo teatrale quanto di quello web. ??Il termine net.drama – coniato da ConiglioViola per indicare questo “nuovo genere” – significa al tempo stesso rappresentazione drammatica in rete ma anche svelamento del drama’s net, del trabocchetto della rappresentazione.

L’interesse e il fascino che questa idea esercita su di noi è anche legato alla net.philosophy del Coniglioviola. Le nostre operazioni online spesso consistono nel rappresentare gli spazi web come spazi reali. Lo slogan è: un sito web è un sito! In questo caso accadrà l’esatto contrario, trasformeremo spazi reali (quelli di un teatro) in html & C.>

[…] Prima di svelarne i contenuti, può essere utile soffermarsi un attimo sul gioco sottile messo in scena da ConiglioViola. Interessato a tradurre uno spettacolo teatrale in un “net.drama”, ConiglioViola evita accuratamente la strada della “realtà aumentata”, della partecipazione all’evento reale attraverso la rete. Preferisce, invece, usare il Web per creare una situazione analoga a quella reale, ma al contempo fortemente radicata nei linguaggi e nelle dinamiche della rete. Al concetto di interattività, che in rete significa poco più che cliccare qua e la in cerca di un link, subentra quello di partecipazione: una partecipazione sofferta, cercata e ottenuta dal visitatore tra attese e sorprese. La scena reale, ripresa da ConiglioViola durante la sua visita alla “secret room” di Roberta, si ripresenta nei frammenti video in ordine assolutamente casuale e sempre variabile, togliendoci ogni possibilità di ricostruirla con chiarezza. Il meccanismo dell’appuntamento crea aspettativa, ma al contempo vìola una delle leggi non scritte della rete, secondo cui un visitatore costretto a ritornare per fruire un contenuto è un visitatore perso. Tutto è congegnato per non farci entrare nella “secret room”, o per effettuare una severa selezione dei visitatori (altra violazione delle regole non scritte della rete).

Chi, senza farsi spaventare dai pop-up, ha cercato pazientemente la via per la “secret room”, ripresentandosi puntuale all’appuntamento, non sarà stupito nello scoprire che la stanza dei segreti non è altro che la root del sito, la pagina in cui il progetto non mostra la propria interfaccia, ma la propria struttura. Come per Neo, il protagonista di The Matrix (1999), la visione dei codici, di routine per chi la rete la programma, diventa per l’utente comune un evento catartico, destinato a renderlo immune alle fascinazioni della rete.[…]

da “Alice fa Yoga” di Domenico Quaranta
In “Sono un pirata / Sono un signore” ed. Silvana 2009.

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