Massimiliano Finazzer Flory – ConiglioViola al PAC

Chissà se non attraverserò il mondo sino ad arrivare agli uomini che vivono a testa in giù?
Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie

L’arte contemporanea da sempre offre un doppio motore fatto di identità e alterità per il movimento della città attraverso l’esercizio dell’ascolto e dell’interrogazione radicali dello spazio in cui viviamo. In questa prospettiva il ruolo dell’arte può essere davvero strategico. Da un lato procura alle tensioni sociali schermi su cui proiettare idee, istinti e proteste; dall’altro raccoglie e trasmette una condizione culturale libera e topica, non rinvenibile nel sistema di un certo  mercato dell’arte subordinato ai propri “centri di potere”.

Da qui trae spunto la nostra volontà di confrontarsi creativamente durante la Giornata del Contemporaneo, indetta dall’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Con il , infatti, ospitiamo una singolare e provocatoria antologica di ConiglioViola. Il caso di ConiglioViola con la sua storia atipica di marchio artistico che spazia dalla video arte, al teatro sperimentale, alla fotografia, alla performance, alla Rete rappresenta la possibilità di contaminare le architetture culturali con lavori spiazzanti e “meta-opere” capaci di indurre implicazioni ed esperienze simboliche perturbanti.

Sono un pirata / Sono un signore il titolo della mostra che rievoca l’attacco pirata alla Biennale di Venezia del 2007 e mantiene intatta, fin dal nome, la carica eversiva di ConiglioViola che intende condurre il visitatore in “una specie di operazione magica” dal valore iniziatico per oltrepassare una soglia chiusa ma pur sempre “apribile”.Ma per creare mondi condivisibili occorre spingersi oltre lo specchio e attraversarlo. Come? Scriveva Lewis Carroll: senza timore, rovesciando il proprio punto di vista, perché ogni cosa potrebbe essere il suo contrario.L’apparente non-sense si trasforma in una più profonda ricerca di senso, non priva di risvolti psicanalitici e sociali.

Il percorso artistico di ConiglioViola si apre al pubblico nelle sue molteplici sfaccettature, da quelle notturne, fantastiche, ombrose a quelle più malinconiche, enigmatiche o “pop”. Per coinvolgere i visitatori in un progetto di più ampia discussione sul ruolo dell’arte contemporanea. Per scoprire un ritratto d’artista che vive in prima persona con tutte le conseguenze la scomoda posizione del “borderline”, ma irrinunciabile (anche per me), di chi non si trova mai né completamente dentro, né completamente fuori, alla ricerca di una prospettiva differente sulle cose. Nel segno dell’indaco, del colore viola, di un tono dell’anima che sente il dovere di uno sguardo trasversale pur sempre guidato, tuttavia, da un inatteso che inquieta e fa pensare.

Massimiliano Finazzer Flory
Assessore alla Cultura del Comune di Milano

 

 

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