Laura Serani – Siamo romantici

Con un posizionamento unico sulla scena artistica contemporanea, lanciati in sempre nuove acrobatiche imprese fatte di poesia e immaginazione ludica gli artisti di ConiglioViola, fuori da qualsiasi schema, sembrano gli eredi dello spirito surrealista e futurista. Nello stesso modo e con la stessa libertà amano “la confusione” dei generi, dei linguaggi e delle discipline.
Al tempo stesso creatori e interpreti, registi e performers, mescolano i ruoli, le epoche, le fonti d’ispirazione e i mezzi espressivi per dar vita, grazie anche a strane alchimie consentite dalle nuove tecnologie, ad opere “ibride e fluide”, tasselli di un universo fantasista e fantastico, falsamente naïf.

E’ relativamente raro nei lavori dei giovani artisti di oggi trovare un’attenzione costante verso il passato. Paradossalmente ciò accade proprio ad opera di “quelli” di  ConiglioViola, i più fu/turistici e tecnologici tra tutti, interpreti originali della rivoluzione virtuale che peraltro si ispirano al passato, più o meno recente, rielaborandolo ingegnosamente.
Espressione della nostra contemporaneità, mixano musica, fotografia, video, ma restano risolutamente nostalgici come tutti i loro lavori confermano, a cominciare da Romantici.

A prima vista, Romantici appare come una variante di una fotografia di famiglia di fine Ottocento, rivisitata con umore gentile, in omaggio à Niépce e a Daguerre. Ma immediatamente l’immagine é scossa da impercettibili, poi più evidenti, movimenti dei personaggi davanti alla macchina fotografica. In una sorta di semantica, i corpi esprimono ciascuno il proprio disagio nell’attesa, che si sa lunga nel caso della posa per un dagherrotipo. Questa lentezza allora necessaria, di cui ormai si é liberata la fotografia, é restituita dal ricorso al video che propone in backstage la realizzazione dell’immagine finale, in un gioco senza frontiere temporali tra tecniche e supporti. Le riprese genereranno così una sorta di clip, in cui la musica allevia lo scorrere lento del tempo e le parole interagiscono a meraviglia con le immagini. E il tutto riporta alla complessità dell’universo di ConiglioViola dove é difficile individuare la genesi dei progetti, concettuale, musicale o visiva e delle idee che si declinano come in un caleidoscopio.

Della versione originale della canzone Romantici (hit di Sanremo ’82 e genere prediletto da ConiglioViola, spesso dedito alla riscoperta di perle della cultura popolare) esiste un filmato, un clip d’epoca, dove Viola(!) Valentino in un lungo piano sequenza  davanti alla telecamera fissa, esegue une serie di movimenti in totale decalage col testo e la musica. La frontalità e la gestualità impacciata e improbabile dei primi clip fanno eco a quelle dei dagherottipi dove la riuscita dell’immagine non era tanto dovuta al caso, come a volte per le instantanee, o all’istante decisivo di Cartier Bresson, ma piuttosto alla pazienza e all’abilità a posare, la capacità a sostenere a lungo quello sguardo fisso e insistente della camera che ha il compito d’immortalare l’attimo.

Torniamo all’immagine, guardando ancora meglio, la somiglianza dei personaggi in posa appare ben più manifesta di quella che, cercando bene, si riesce a fatica a trovare di solito nelle foto di famiglia. E uno stesso attore si rivela rivestire i vari ruoli, mettendosi così in gioco quale parte integrante dell’opera, come spesso nei loro interventi di autori/artisti/attori. Identità, percezione, oggettività: gli Uno, nessuno, centomila di Pirandello in posa uno accanto all’altro. Ognuno/lo stesso nel suo ruolo compenetrato: mantenere l’equilibrio, trovare l’adeguata postura, un dignitoso contegno e il modo di tenere la fatidica borsetta. Consci di posare per l’eternità, tutti responsabili del risultato finale eccetto il gatto, da tenere abilmente a bada, ignaro dell’importanza dell’evento.

Di evento certo si trattava, quando le foto di famiglia innovative e rare, erano un appuntamento importante e un cerimoniale rapidamente diventato rituale. Quando non si andava a posare nei ricercati decori in studio, si convocava il fotografo e ci si ritrovava davanti a lui nel salotto buono, tutti vestiti a festa. In Romantici, la foto appesa alla parete, dove il bebè, ancora non era, é al tempo stesso clin d’œil alla ripetitività del rituale e mise en abîme.

E’ pensiero condiviso che le più belle fotografie sono le fotografie di famiglia. I signori pirati di ConiglioViola lo sanno e non fanno che cercare, inventarsi e ricostruire famiglie da fotografare. Non sono mai soli, grazie ad appartenenze culturali o storiche, su sfondo di zapping epocale e cronologico, di mixage linguistico e tecnologico. In un gioioso melange di referenze agli archetipi della storia dell’arte o della cultura popolare, dalla pubblicità alle canzonette di successo o al mondo delle fiabe, continuano il loro viaggio nel tempo con intelligenza, ironia, una poesia da filastrocche infantili e, non ultimo, un effervescente spirito di provocazione. La loro evoluzione, del tutto sorprendente, fa pensare che il viaggio sia solo agli inizi…

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